Divano Lago
settembre 23, 2014 News Nessun commento

SUL “BONUS MOBILI”
La Legge di Stabilità 2014, ha prorogato fino al 31 dicembre 2014 la detrazione IRPEF nella misura straordinaria del 50% (in luogo di quella ordinaria del 36%) per le spese relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, fino ad un ammontare non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare.
La stessa legge ha poi prorogato fino al 31 dicembre 2014 anche l’agevolazione fiscale prevista per l’acquisto di arredi, materassi e apparecchi di illuminazione, il cosiddetto “Bonus Mobili”, con le medesime modalità in vigore per l’anno 2013.

In pratica la legge fornisce un’interessante opportunità a quei contribuenti che vanno ad effettuare interventi di manutenzione straordinaria come la ristrutturazione del bagno, la sostituzione di infissi esterni e serramenti, la realizzazione di una recinzione ecc., di restauro conservativo (esempio: l’adeguamento delle altezze del solaio), di ristrutturazione edilizia (apertura di nuovi vani interni o finestre, realizzazione di una mansarda, di un balcone o la trasformazione di una soffitta in mansarda o di un balcone in veranda).
Questi contribuenti potranno infatti usufruire della detrazione non solo su quanto speso per i lavori edili, ma anche per l’acquisto di arredi destinati ai locali oggetto dell’intervento, fino ad un massimo di 10.000 euro; il che vuol dire che essendo detraibile il 50% della spesa, nel caso di un acquisto pari a 10.000 euro si potranno portare in detrazione 5.000 euro, che sarà possibile recuperare detraendo 500 euro all’anno per 10 anni e questo solo per quanto riguarda i mobili.

Ne consegue che per una spesa di 6.000 euro la detrazione sarà pari a 3.000 euro, mentre per una spesa superiore, per esempio 15.000 euro, la detrazione sarà pari a 5.000 euro che è il limite massimo.
Questo per grandi linee, perché poi entrano in gioco vari elementi e c’è tutta una casistica da considerare, ma in questa sede prenderemo in considerazione solo gli aspetti più importanti e significativi. Per esempio gli importi si intendono al netto dell’IVA che sugli arredi incide per il 22%, quindi se compro una cucina che pago 5.000 euro, il costo dei mobili, degli elettrodomestici, del montaggio e trasporto è pari a 4.098,36 euro (su cui gravano 901,64 euro di IVA). Otterrò quindi la detrazione su 4.098,36 che rappresenta l’imponibile.
I beneficiari aventi diritto alla detrazione non devono necessariamente essere proprietari dell’immobile, possono accedervi anche i nudi proprietari, gli usufruttuari, coloro che occupano l’immobile con un contratto di fitto o comodato d’uso, i soci di cooperative divise e indivise, gli imprenditori individuali e i soci delle società semplici, purché il cespite oggetto della ristrutturazione non sia strumentale all’attività.
Può usufruire anche il familiare convivente del possessore o conduttore dell’immobile a patto che sia intestatario delle fatture ed effettui i bonifici a pagamento.

A mio parere un altro aspetto molto interessante va rilevato nel fatto che è stato definitivamente chiarito che non esiste l’obbligo di un rapporto tra i lavori edili e l’acquisto degli arredi; dunque è possibile spendere 2.000 euro per rifare un bagno di servizio e poi comprare una cameretta e una cucina per un valore di 9.000 euro, l’unico vincolo è che il tutto si svolga nell’ambito dello stesso immobile.
Altro plus è che i beni oggetto del bonus possono essere pagati anche con un finanziamento rateale, sempreché la finanziaria che eroga il credito abbia adeguato la procedura per accedere a questa modalità.
Infine, ma si potrebbe approfondire ancora, va detto che il contribuente titolare di più unità immobiliari può accedere alle detrazioni più volte, essendo riferito il tetto di 10.000 euro, a ciascuna unità abitativa.

Nonostante noi del modulo arredamenti abbiamo finora effettuato decine di forniture destinate alla detrazione per svariate centinaia di migliaia di euro, ho ritenuto opportuno proporre questa breve sintesi, in quanto l’impressione che ho tratto dall’esperienza personale è che questa opportunità molto spesso non viene esaustivamente comunicata né correttamente supportata da molti operatori, per ragioni che è facile intuire: occorre conoscere bene i vari aspetti della legge e saperla spiegare, occorre essere in regola, occorre attendere più tempo per incassare il ricavato della vendita e non solo, il rivenditore non realizza subito l’intero importo in quanto viene effettuata una ritenuta d’acconto che sarà recuperata solo dopo alcuni mesi. Chi ha difficoltà a soddisfare questi parametri troverà tanti pretesti per scoraggiare l’operazione.
Un altro ottimo motivo perché il consumatore valuti attentamente le professionalità messe in campo dai possibili interlocutori.

Written by Lello Gargiulo